Nasce Oliva Rosa

"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"
San Francesco d'Assisi


Sei separata o ti stai separando?

Ora che non sei più “moglie” hai voglia di ricotruirti un'identità e non sai dove partire?

Stai cambiano il tuo “piano di vita”?


Esci dal tuo guscio!
Insieme, proprio come l'olio, riusciremo a stare a galla!

sabato 22 marzo 2014

Riflessioni serali Olivette Rosa

Riflessioni serali Olivette Rosa, perchè molte di noi hanno sentito questa frasetta:
"Sto attraversando un periodo di crisi, non so che mi succede ..." 
Ecco, effettivamente ricordare e tenere sempre ben in mente, che dietro ad una crisi ... c’è sempre un nome, cognome e un paio di gambe lunghe quanto un’autostrada ... o nooooo???

venerdì 21 marzo 2014

Grazie!!!



Ecco un ottimo risultato per la divulgation é di Oliva Rosa ... ecco amici dove potete trovarci:

Vai sul nostro sito 

http://www.olivarosa.org
diventa nostra/o amica/o su FB:
https://m.facebook.com/olivarosa

Vieni a trovarci su "Lo Sportello di Oliva Rosa":
https://m.facebook.com/LoSportelloDiOlivaRosa

e su "Oliva Rosa in Italia":
https://m.facebook.com/profile.php?id=199919366696762

Curiosando sul nostro blog:
olivarosa.blogspot.it

E prossimamente anche sul forum di Oliva Rosa!

sabato 15 marzo 2014

"Non è più come prima", il nuovo libro dello psicanalista sui rapporti di coppia nell'epoca del consumo della felicità "tutta e subito".

Non è più come prima, s'intitola il libro, ed è un «elogio del perdono nella vita amorosa». Giacché di questo si parla: di amore. Tutto il resto ne discende. In particolare va in cerca, Recalcati, di quella particolare modalità di amore che è «l'amore che resiste, che insiste». L'amore capace di durare nel tempo e di non cedere alla lusinga della nuova sirena, alla rabbia dell'onore offeso, alla delusione dell'imperfetta corrispondenza con le attese e coi bisogni. Capace di perdonare la sua stessa imperfezione. Fuori metafora, e molto più semplicemente: è ancora possibile, oggi, conservare un amore e perdonare il tradimento? Decidere di restare con qualcuno che torna? Oggi, perché in passato sì che lo era: per intenzione o per forza questo assai spesso si faceva, lo raccontano i nonni ma più ancora le nonne. E qualche superstite c'è, si diceva: come sopravvissuti a un'epidemia di peste ci sono, attorno a noi, alcuni indenni dalla schiavitù del nuovo, del sostituto, dell'arbitrio scambiato per libertà di scelta. Recalcati racconta la storia di un uomo, in chiusura del suo libro. La storia di O. Dice quanta fatica costi restare dentro il perimetro dell'amore tradito, ma di quanta profonda gioia sia colma la meta. Perché spesso perdonare è alla fine più facile che essere perdonati, e perdonarsi.

Le 130 pagine che precedono il "diario di un dolore", l'epilogo che racconta la storia di O., sono un trattato sull'amore che non vuole morire. Un abbecedario delle insidie e degli ostacoli. Un dizionario delle parole e dei gesti da ritrovare e da mandare a mente, cancellati come dopo un disastro nucleare dalla bomba. Libertà e schiavitù. «La ricerca compulsiva del nuovo non è libertà, è la nuova schiavitù». Abbandono e attesa. Ciascuno di noi esiste solo nel riconoscimento dell'altro. Il neonato che grida sta chiamando solo se c'è qualcuno che ascolta e che accorre. «Eccomi», dice laltro. Dunque esisti, se ti sente. Se chi ami ti abbandona cessi di esistere: entri in un mondo fuori dalla scena del mondo. Fedeltà e sacrificio. È davvero la fedeltà una rinuncia al desiderio? Gelosia e libertà. Si può tenere prigioniero un amore? Esiste una libertà prigioniera della domanda dell'altro, anche se l'altro domanda solo - solo - di essere desiderato nel corpo? Scrive Recalcati: «Il lavoro del perdono è un lavoro che esige tempo: la memoria dell'offesa viene attraversata e riattraversata al fine di raggiungere un punto di oblio che rende possibile un nuovo inizio». Somiglia al lutto ma lì l'oggetto è morto, qui è vivo. Anzi: è vivo e morto allo stesso tempo. Bisogna riuscire, vincendo l'orgoglio narcisistico e le sue espressioni tanto spesso violente, a perdere il primo oggetto d'amore per trovarne un altro. Come tastando alla cieca un corpo nel buio. Si può? Si può. Per gli uomini è più difficile perdonare. «Per l'uomo l'identità è un'uniforme», l'offesa è un'umiliazione sociale. Se l'imperativo categorico è il godimento, ogni ostacolo sarà rimosso con violenza. L'uomo può uccidere in nome dell'amore e può uccidere in nome di Dio, con la stessa cecità sorda. La tragedia di molte donne, al contrario, non è solo essere picchiate ma non riuscire a vivere lontano da chi le picchia.

Eppure esistono, mostra l'autore, amori rari che «rispettano le distanze, si nutrono delle differenze, amori che si sostengono sulla solitudine reciproca degli amanti». Esiste la possibilità di sottrarsi alla menzogna del nostro tempo senza per questo rassegnarsi a una vita priva di desiderio. È un sentiero stretto, ma c'è e qualcosa tutto attorno a noi ci dice che si sente il bisogno di tornare a percorrerlo. Lo raccontano Roth e Mc-Carthy, Tornatore e De André. Lo dice la politica: cambiare solo in nome del nuovo non soddisfa il bisogno profondo, i bisogni reali. Lo indica la saggezza popolare, perché il meglio è nemico del bene. La luce, dice Recalcati, è piena d'ombra. Sempre più rara è la solitudine eppure la vera pienezza non nasce che dall'incontro con se stessi. Poi serve è vero, come al neonato, la risposta dell'altro. Che tuttavia è imprevedibile, sempre, e mai risiede nelle attese. Ogni amore è in pericolo. Saper accogliere quella risposta, attenderla, salutarla con sollievo quando torna. Questo il segreto, fin dalla culla.

Da: http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3751849

venerdì 28 febbraio 2014

Il Filo.

"Il filo sottile che tiene insieme due persone"
- Quale filo?
- Il filo di tutto quello che le tiene legate, anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.
- Perché dici il filo?
- Perché è una cosa molto sottile e
molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione. Però non è affatto scontato che ci sia, il filo.
- No?
- No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.
- E allora perchè pensavano di essere legati?
- Perchè erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.
- Che triste.
- Sì. La maggior parte dei legami sono di questo genere, credo.
- Come fai a sapere che invece il filo c’è?
- Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.
- E di cosa è fatto, questo filo?
- Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi, anche solo immaginati. Assonanze e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. 
E similitudini, e differenze.
(Andrea De Carlo)

giovedì 27 febbraio 2014

Oliva Rosa c'è!!!

Vai sul nostro sito 
http://www.olivarosa.org

e diventa nostra/o amica/o su FB:
https://m.facebook.com/olivarosa

Vieni a trovarci su "Lo Sportello di Oliva Rosa":
https://m.facebook.com/LoSportelloDiOlivaRosa

e su "Oliva Rosa in Italia":
https://m.facebook.com/profile.php?id=199919366696762

Curiosando un po' qui sul nostro blog:
olivarosa.blogspot.it

E prossimamente ... anche sul forum di Oliva Rosa!

sabato 15 febbraio 2014

Riflessioni ...

Ed ecco che alcune emozioni passate, che pensavate assopite, tornano improvvisamente a farsi sentire: alcune di queste vi faranno sorridere, altre vi provocheranno rabbia e rancore. Pensateci, ma non troppo. E' passato tanto tempo e dovete guardare preferibilmente avanti e non indietro. 


martedì 11 febbraio 2014

Sorriso di donna

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride

Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori sorridi comunque

Il tuo sorriso sarà:
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti

Il tuo sorriso sarà:
un bacio di mamma
un battito d'ali
un raggio di sole per tutti.

(A.-web)